Gennaro Montuori

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Jinnaro Montuore, chiammato pure Palummella (Napule, 6 giùgno 1958), è nu tifuso d ''o Napule e mo è addeventato 'nu jurnalista. Fuje 'o capo-ultrà d ''o ruppo storeco «Commando Ultrà Curva B» pe 29 anne, nfino a giugno 'e 2001, quanno lassaje 'o posto occupato nzieme a Vencienzo Busiello. Chest'ultimo rummanette e nzieme cu 'e tifuse cagnaje 'o nommo ô ruppo pe chello 'e «Ultras Curva B».[1]

Vita[càgna | càgna surgente]

Nu guaglione d''a Sanità[càgna | càgna surgente]

Gennaro crescette int''a na famiglia ca faticava armanno 'rilorgie giappunise. 'A famiglia soja teneva na fabbrica e stevano 'e ccasa int''a Sanità. 'O 1972 Gennaro faceva già 'o capo 'e tifuse.[2]. Int''o stadio 'o chiammavano Palummella, pecché steva a zumpà a ccà e a llà comme a na palomma.[3]

'A passiona calcistica[càgna | càgna surgente]

Calcisticamente cresce nella scuola calcio San Felice. A quattordici anni gioca con i più grandi in prima categoria, poi viene acquistato dalla A.C. Sanità, partecipando al campionato Allievi. Vince il titolo di capocannoniere. Il Sorrento, che si aggiudica il campionato si interessa al giovane Montuori. Lo acquista nell'ultima partita di campionato, ma Gennaro si frattura un braccio ed è costretto ad operarsi, per questo motivo la squadra sorrentina rinuncia all'acquisto.[senza fonte]

Fermo per quattro mesi, passa alla Juniores, dov'è capitano e vince nuovamente il titolo di capocannoniere. Il suo allenatore è Salvatore Colonna. Passa in prima squadra nel campionato di Eccellenza. Viene dato in prestito al Club Napoli Dario Argento, (prima categoria), per poter andare a posizionare gli striscioni prima delle partite del Napoli, dato il grande amore per la maglia azzurra. Per amore di Beppe Savoldi, acquistato dal Napoli, nel 1975 chiede di essere ceduto al San Pietro Real Savoldi, prima categoria. Successivamente passa all'Arenaccia, campionato di Eccellenza, realizzando ventiquattro gol, viene visionato dal Napoli nella persona di Gianni Di Marzio, allenandosi una settimana con gli azzurri.[senza fonte]

Il tecnico del Napoli nel 1977, gli prospetta di allenarsi con la Primavera, ma Gennaro, svogliato lascia cadere il tutto. Passa definitivamente alla Rinascita San Giovannese di Mario Visco, dove realizza in due anni ventisette gol. Il direttore sportivo siciliano Ciro Femiano, chiede al presidente Mario Visco di venderlo, ma Gennaro risponde di no perché vuole giocare di sabato, in quanto la domenica è impegnato nelle gare del Napoli. E' questo il motivo per cui decide di lasciare il calcio a soli ventidue anni, sposandosi. Diventa direttore generale dell'A.C. Sanità, eccellenza.[senza fonte]

'O guaglione d''a Curva B[càgna | càgna surgente]

Lascia il calcio giocato ufficialmente ma continua a frequentarlo, disputando tornei di tutti i livelli, e partite di beneficenza anche con personaggi del calibro di Maradona, Krol, Dirceu, Ferrara, Careca ed altri campioni e qualche anno dopo gioca nella Nazionale Artisti napoletani, diventandone il cannoniere. Continua a frequentare il calcio come conduttore televisivo. Intanto è presidente degli Ultrà dal 1978 ed è per questo che dopo un anno lascia il ruolo di direttore della squadra della Sanità. Chiano chiano, 'a vita soja 'e tifoso addeventava pruffessione.[2]

Nel tifo il suo motto è unico: No alla droga, alla violenza e all'indifferenza. Niente fanatismo, prima di lanciare i cori sugli spalti bisogna essere competenti di calcio, altrimenti si rischia di infangare l'immagine di una città.[senza fonte]

A cavallo degli anni ottanta Palummella, a nome della città di Napoli, riesce a realizzare dieci gemellaggi all'andata e altrettanti al ritorno su sedici squadre e trenta partite, record sotrico per il tifo italiano.[senza fonte] Nella vittoria di uno scudetto, Gennaro Montuori si supera, fa eruttare il Vesuvio con il fumo tricolore.[senza fonte]

Partecipaje a quatto film, "I figli non si toccano", "Cient'anne", "Il sole nello stadio" e "Il ragazzo della Curva B".[2]

Dal 1991 è direttore ed editore della rivista mensile "UltrAzzurro Stadio", ribattezzata nell'ottobre 2001, "Azzurro Stadio".[senza fonte]

Ha partecipato a centinaia di programmi Rai, Mediaset e Telemontecarlo, e conduce dal 1987 un programma sportivo di nome "Un'Ora in Curva B", rinominato in seguito "UltrAzzurro Stadio" e poi ancora "Tifosi", le cui emittenti di programmazione sono state: Tele A, Napoli Canale 21, Telelibera e Telenapoli Canale 34. Ha collaborato con Stream per un anno e condotto programmi su canali satellitari. Nel 1994, vince l'ultima edizione del Guerin d'Oro, per la trasmissione più bella d'Italia, precedentemente aveva ritirato il premio Fair Play come pubblico più corretto d'Europa, alla Domenica Sportiva, "La Curva più bella d'Italia", consegnatogli da Maria Teresa Ruta e nel 1986/87, ritira a Montecatini il premio come gruppo più votato ed importante d'Italia, indetto da Supertifo. Nel 1994 gli dedicano un torneo di calcio e Sorrento e lo premiano con una targa d'oro.[senza fonte]

Ha organizzato varie manifestazioni di beneficenza, tre convegni contro la violenza negli stadi ed ha organizzato, ormai giunto alla sua nona edizione, il "Trofeo Carlo La Catena" (ricordando Giorgio Ciccarelli), che premia il calciatore azzurro più amato dai tifosi napoletani. E' stato protagonista di ben sei documentari: due per la tv francese, due in Germania, uno in Australia ed uno negli Stati Uniti, a New York. E' l'ideatore e l'organizzatore di circa cinquecento scenografie dalla Curva B e realizza una raccolta di cartoline dedicate alle più belle e suggestive coreografie. Nel 1997 decide di lasciare il tifo, diventerà Presidente onorario degli Ultrà. Nello stesso anno diventa Giornalista Pubblicista.[senza fonte]

Ha collaborato con varie testate giornalistiche, come il mensile "Napolissimo" ed i Quotidiani, "Il Tempo", "Il Giornale di Napoli", "Il Roma", "Cronache di Napoli". In occasione dei 25 anni del gruppo Ultrà, realizza un libro ed una videocassetta (interamente dedicati a Diego Armando Maradona), che parlano e descrivono i momenti più belli della storia della Curva B. Nel 1998 dedica una videocassetta a Pino Taglialatela, l'allora portiere del Napoli; successivamente ne realizza una sulla storia azzurra, intitolata "Una squadra, una città". Non si ferma, e, in occasione del ritorno del Napoli in serie A, crea una nuova videocassetta, questa volta dedicata al bomber Stefan Schwoch. Nella sua bacheca personale custodisce centinaia di Trofei, il giornalista Michele Plastino lo ha premiato per la vittoria del Guerin d'Oro, con un piatto d'oro.[senza fonte]

A nome della squadra del 1994, riceve, dalle mani di Ciro Ferrara il piatto d'argento per l'attaccamento alla maglia azzurra. E' stato insignito per ben due volte dalla Lega contro il Cancro, della medaglia d'oro e d'argento. Salvatore Biazzo, a nome di Rai tre redazione Campania, lo premia con un trofeo ringraziandolo per l'organizzazione e per le scenografie, per aver colorato i loro servizi sportivi. Nel 1998, alla "Notte degli Oscar" al teatro Bellini di Napoli, riceve dalle mani di Raz Degan, l'Oscar per la migliore trasmissione sportiva. Nello stesso anno ha la possibilità di riabbracciare il suo grande amico Diego Armando Maradona alla trasmissione Rai, "Carramba che fortuna". Nel 2000, è tra i primi a ricevere dalle mani di Diego Armando Maradona la moneta in cui è coniata l'immagine del fuoriclasse argentino, in occasione del 40° compleanno del Pibe de oro. Nello stesso anno, l'Emittente "Teleregione" premia il programma di Montuori, UltrAzzurro Stadio, quale migliore trasmissione sportiva dell'anno, malgrado la rete di programmazione fosse Napoli Canale 21.[senza fonte]

Negli ultimi anni, oltre ad essere presentatore, ha intrapreso la carriera di direttore sportivo. Per tre anni è stato direttore generale degli ex azzurri over 35 di calcetto, rappresentando grossi nomi della storia azzurra (un anno riuscì a tesserare Bruno Giordano ed Antonio Careca). A proposito di Careca, nella sua partita d'addio davanti a cinquantamila spettatori lo premia con la medaglia d'argento. Precedentemente aveva iniziato come direttore con la squadra di calcetto Meridiana, promossa dalla C2 alla C1. Lascia la squadra a quattro giornate dalla fine al primo posto, per la promozione in B. Sarà un caso, ma dal suo addio la squadra non riesce a centrare l'obiettivo. Lo scorso anno è stato per tre mesi direttore generale della Virtus Baia, per poi lasciare per motivi tecnici ed organizzativi.[senza fonte]

A dicembre Mario Moxedano lo vuole al settore giovanile del Giugliano, facendogli ricoprire il ruolo di massimo responsabile. Il rapporto che ha colpito di più Montuori nella storia del calcio è quello intercorso con Italo Allodi, per la serietà, il profilo umano, la competenza e l'organizzazione. Lui ne va fiero e con orgoglio cerca di imitarlo.[senza fonte]

Ha un ottimo rapporto con altri due grandi direttori come Luciano Moggi e Pier Paolo Marino. Nel mese di luglio del 2002, in occasione dei trent'anni del gruppo Ultrà, Gennaro Montuori decide di ritirare gli striscioni Commando Ultrà, I Ragazzi della B, Ultras 72 e Commando Ultrà Giorgio Ciccarelli, dedicando questa grande storia di tifo al fraterno amico Giorgio Ciccarelli.[senza fonte]

Nel Novembre del 2003, il Presidente del Gragnano Calcio, Simone Lettieri, propone a Gennaro, il quale accetta con entusiasmo il ruolo di Team-Manager della squadra della "città della pasta". Nel mese di Febbraio, per la prima volta nella sua storia, il Gragnano Calcio è in finale della Coppa Italia di categoria contro l'Ischia Calcio.[senza fonte]

Mò è spusat' cu' quatte figlie. Abbita a Mugnano 'e Napule.

Nutarelle[càgna | càgna surgente]

  1. Bianchi, Alfonso: Curva B contro suo vecchio leader. Palummella contestato allo stadio. Corriere del Mezzogiorno. 18 aprile 2011.
  2. 2,0 2,1 2,2 Signorelli, Amalia: Cultura popolare a Napoli e in Campania nel Novecento. Guida Editori, 2002. pp. 149.
  3. Rasulo, Francesco: Fischi e insulti, Dimenticano Vincenzo. 7/02/1995. Repubblica.