Baia

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Baia 'n nu quatro 'e William Turner

Baia ('a viecchia Baiae) è na riune d''o comune 'e Bacoli, 'n pruvincia 'e Napule, 'into ll'area d''e Campe Flegree.

Centro campano sede d''o cchiù granne impianto d''a reggione pe 'a pulezzatura 'e mollusche, 'a fama 'e Baia è attuccata ncopp'a ttutto â presenza 'e rieste archeologgice 'e notevole valore storeco ed artisteco.

Seconno 'a leggenna, 'o nomme suja vene 'a Bajos, nu cumpagno 'e Ulisse, c'acca fuje sebelluto[1] [2]. Era una località famosa per le sue calde acque termali, ricercate per lusso e per la cura delle malattie [3].
In epoca romana, come testimoniato dalle ricche ville, fu luogo di riposo e di villeggiatura frequentato da patrizi romani.

Il complesso archeologico[càgna | càgna surgente]

Interno del cosiddetto
Tempio di Mercurio
Baia oggi
vista dal Castello Aragonese

Rimane oggi soltanto quella che allora era la parte collinare della città, trovandosi la rimanente sotto il livello del mare, sprofondata a causa di fenomeni bradisismici.

Gli importanti resti archeologici, sottoposti a intense campagne di scavo dal 1941, rivelano una stratificazione di costruzioni, ville e complessi termali, appartenenti ad un periodo storico che interessa la tarda età repubblicana e le età augustea, adrianea e severa. Tra i resti più significativi sono da segnalare alcune strutture voltate a cupola come il grande Tempio di Diana, il Tempio di Mercurio e quello di Venere. In realtà si tratta in ogni caso di strutture termali e non di luoghi di culto, per i quali però è sopravvissuta la demoninazione popolare; ad esempio, il Tempio di Diana in origine definiva un grande ambiente dove venivano raccolti i vapori provenienti proprio dal terreno sottostante ed era caratterizzato da una colossale cupola ogivale, oggi crollata per metà.

Completamente sommerso dalle acque è invece il ninfeo dell'imperatore Claudio, le cui opere scultoree sono state però trasferite al museo allestito nel Castello aragonese.

Il Castello aragonese[càgna | càgna surgente]

Su un promontorio a strapiombo sul mare, presso l'abitato, sorge l'imponente Castello di Baia, costruito nel (1495) sulle rovine del palazzo imperiale romano. Il nucleo originale aragonese fu oggetto di un profondo rifacimento, negli anni 1535-1550, durante la stagione di rinnovamento urbanistico e difensivo promossa dal viceré spagnolo Don Pedro de Toledo.Oggi, un grande emblema marmoreo della famiglia di Borbone sovrasta il caratteristico ingresso ad arco del castello stesso, memore della passata dinastia meridionale.

Il Museo Archeologico[càgna | càgna surgente]

All'interno del Castello è ospitato il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, che espone alcune delle copie romane rinvenute in loco. All'interno è visibile inoltre la ricostruzione del ninfeo rinvenuto nelle acque di Punta Epitaffio con la raffigurazione dell'episodio omerico di Ulisse che, aiutato da un compagno (da identificare probabilmente con Bajos), porge il vino al Ciclope.

Note[càgna | càgna surgente]

  1. A darcene nutizzia è 'o storeco e giugrafo grieco Strabone, 'nt'â opera suja Giugrafia (Libbro V, 4, 6).
  2. Il legame con l'Odissea è comune peraltro ad altri luoghi vicini, come il Capo Miseno. Ciò può essere messo in relazione con le antiche frequentazioni di epoca micenea, testimoniate dai ritrovamenti ceramici nella vicina Ischia.
  3. Strabone, Geografia (Libro V, 4, 5).

Bibliografia[càgna | càgna surgente]

  • Strabone, Geografia (Libro V, 4, 5-6)
  • Mario Napoli, Civiltà della Magna Grecia. Roma, Eurodes, 1978
  • Mario Napoli, Topografia e archeologia in AA.VV.Storia di Napoli. 1° Vol. L'Età Classica, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1971 - 1978
  • Guida d'Italia - Campania. Touring Club Italiano, 2005

Collegamenti esterni[càgna | càgna surgente]

Northwestern State University - Campania Felix - Baiae